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Home > Approfondimenti > Sunto breve della rivoluzione franchista

Sunto breve della rivoluzione franchista

La vittoria alle elezioni del 1936 del Frente popular, fu seguita da un'ondata di agitazioni popolari causate dall'incapacità della Repubblica (dichiarata dopo l'abdicazione del re Alfonso XIII) di affrontare i problemi endemici della Spagna. Poche industrie, molti latifondi e vaste proprietà della chiesa facevano in modo che le vaste masse del proletariato rurale fossero relegate a livelli bassissimi di vita. Per tentare di risolvere il problema, il governo diede inizio a una vasta campagna di riforma agraria e all'espulsione dei Gesuiti con conseguente incameramento dei beni ecclesiastici. I grandi proprietari terrieri e la borghesia che si appoggiavano saldamente all'esercito e alla Chiesa, si videro posti di fronte alla scelta tra un ossequio infruttuoso ai governanti legittimamente eletti e una piena opposizione. La rivolta militare organizzata il 18 Luglio dai Generali Sanjuirio e Franco, preparata a tale fine, riesce solo parzialmente a causa della forte opposizione popolare posta in essere dal governo socialista, con l'appoggio dei sindacati operai, dei salariati agricoli e degli autonomisti baschi e catalani.

L'insurrezione sarebbe fallita sicuramente se Franco non fosse riuscito a trasportare tempestivamente dal Nordafrica in Spagna la Legione Straniera e le truppe mercenarie marocchine. La guerra civile divenne ben presto internazionale a causa della posizione strategica del paese e dello scontro tra opposte ideologie (Dittatura e Democrazia, fascismo o socialismo). A favore degli insorti, i "nazionali", si schierarono i governi fascisti italiano e tedesco. Mussolini fu particolarmente prodigo di armi e volontari, mentre la Germania usò la penisola iberica come campo di sperimentazione delle innovative tecnologie di guerra che avrebbe utilizzato nel secondo conflitto mondiale. (divenuta leggendaria, la Legione Condor e i suoi aviatori.) La Francia che pure aveva un governo popolare e l'Inghilterra, indecise su chi favorire tra la Germania nazista e l'unione sovietica, si ancorarono sulla via del non intervento. Unico intervento a favore del governo venne da brigate internazionali, costituite appositamente da volontari antifascisti per combattere contro la falange franchista.

La condotta militare di Franco oltre al favore del maggiore numero di truppe, avvantaggia da subito i nazionali. Dopo il crollo dei paesi baschi nel 1937, un'offensiva nazionalista in Aragona taglia in due la zona governativa. Particolarmente gravi gli scontri avvenuti a Barcellona nel Maggio 1937: da una parte i comunisti e le forze governative catalane che riuscirono vittoriosi; dall'altra anarchici, sindacalisti e comunisti dissidenti. Fallita un'offensiva repubblicana nel Luglio 1938 sul fronte dell'Ebro, i Franchisti il 26 Gennaio 1939 presero Barcellona. Venuta meno la ridotta catalana, i Repubblicani cessarono la resistenza organizzata, retrocedendo fino alle porte di Madrid che cadde il 28 Marzo 1939. Il 1 Aprile dello stesso anno Franco poteva annunciare solennemente la conclusione del conflitto che aveva provocato 636.000 morti e 350.000 esiliati, oltre alla pressoché totale distruzione di tutte le infrastrutture industriali, da cui la nazione spagnola non si sarebbe risollevata se non dopo una decade.

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