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Accordi di Camp David 17 Settembre, 1978

Preambolo

La ricerca della pace nel Medio Oriente deve essere guidata dai seguenti principi:
  • La base convenuta per una sistemazione pacifica del conflitto tra Israele e i suoi vicini è la decisione 242 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in tutte le sue parti.
  • Dopo quattro guerre in 30 anni, nonostante gli intensivi sforzi umani, il Medio Oriente che è la culla della civiltà e la patria di tre grandi religioni, non gode delle benedizioni della pace. I popoli del Medio Oriente desiderano la pace così che le enormi risorse umane e naturali della regione possono essere impiegate per il perseguimento della pace e così che quest'area possa divenire un modello di coesistenza e cooperazione fra nazioni.
  • L'iniziativa storica del Presidente Sadat nel visitare Gerusalemme e l'accoglienza accordatagli dal parlamento, dal governo e dal popolo di Israele e la reciproca visita del Primo Ministro Begin a Ismailia, le proposte di pace fatte da entrambi i leader così come la calorosa accoglienza di queste missioni da parte dei popoli di entrambi i paesi, ha creato un'opportunità senza precedenti per la pace che non deve essere persa se si deve risparmiare a questa generazione e a generazioni future le tragedie della guerra.
  • Le disposizioni della Carta delle Nazioni Unite e le altre norme accettate di legittimità e diritto internazionale ora forniscono degli standard accettati per la condotta delle relazioni fra tutti gli stati.
  • Per realizzare una relazione di pace, nello spirito dell'Articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite, delle negoziazioni future tra Israele e qualsiasi vicino pronto a negoziare pace e sicurezza con esso sono necessarie al fine di eseguire tutti i provvedimenti e principi delle Decisioni 242 e 338.
  • La Pace richiede rispetto per la sovranità, integrità territoriale e indipendenza politica di ogni stato nell'area e il loro diritto di vivere in pace entro confini sicuri e riconosciuti, liberi da minacce o atti di forza. Progressi verso quella meta possono accelerare il movimento verso un'era nuova di riconciliazione nel Medio Oriente caratterizzata dalla cooperazione nel promuovere lo sviluppo economico, nel mantenere la stabilità e nell'assicurare la sicurezza.
  • La Sicurezza viene aumentata da una relazione di pace e di cooperazione tra nazioni che godono di relazioni normali. In aggiunta, sotto i termini dei trattati di pace, le parti possono, su base di reciprocità, accettare accordi speciali di sicurezza quali: zone demilitarizzate, aree di limitazione degli armamenti, postazioni di allarme precoce, la presenza di forze internazionali, misure concordate per i controlli e altri accordi che ritengono utili.

Struttura

Prendendo questi fattori in considerazione, le parti sono determinate a pervenire a una sistemazione giusta, comprensiva e durevole del conflitto Medio Orientale attraverso la conclusione di trattati di pace basati sulle decisioni 242 e 338 del Consiglio di Sicurezza in tutte loro parti. Il loro scopo è di realizzare la pace e relazioni di buon vicinato. Esse riconoscono che per la pace per essere durevole deve coinvolgere tutti coloro che sono stati più profondamente colpiti dal conflitto. Esse sono d'accordo perciò che questa struttura, in quanto appropriata, è intesa da esse come costituente una base per la pace non solo tra Egitto e Israele, ma anche tra Israele e ognuno dei suoi altri vicini che sono pronti a negoziare la pace con Israele su questa base. Con quell'obiettivo in mente, esse si sono accordate per procedere come segue:

A. West Bank e Gaza

Egitto, Israele, Giordania e i rappresentanti del popolo Palestinese dovrebbero partecipare in negoziazioni sulla risoluzione del problema dei Palestinesi in tutti suoi aspetti. Per realizzare quell'obiettivo, le negoziazioni che si riferiscono alla West Bank e Gaza dovrebbero svolgersi in tre tappe:

Egitto e Israele concordano che al fine di assicurare un trasferimento pacifico e ordinato di autorità e prendendo in considerazione le preoccupazioni di sicurezza di tutte le parti, ci dovrebbero essere degli accordi di transizione per la West Bank e Gaza per un periodo che non ecceda i cinque anni. Al fine di provvedere alla piena autonomia degli abitanti, sotto questi accordi, il governo militare Israeliano e la sua amministrazione civile saranno rilevati non appena un'autorità autogovernante sarà stata eletta liberamente dagli abitanti di queste aree per sostituire il governo militare esistente. Per negoziare i dettagli di una sistemazione di transizione, la Giordania sarà invitata a unirsi nelle negoziazioni sulla base di questa struttura. Queste nuove sistemazioni dovrebbero dare la dovuta considerazione sia al principio di autogoverno degli abitanti di questi territori sia alle legittime preoccupazioni di sicurezza delle parti coinvolte.

Egitto, Israele e Giordania si accorderanno sulle modalità per stabilire l'autorità autogovernante eletta nella West Bank e Gaza. Le delegazioni di Egitto e Giordania possono includere i Palestinesi della West Bank e Gaza o altri Palestinesi come reciprocamente convenuto. Le parti negozieranno un accordo che definirà i poteri e responsabilità dell'autorità autogovernante esercitabili nella West Bank e Gaza. Un ritiro delle forze armate Israeliane avrà luogo e ci sarà un ridispiegamento delle rimanenti forze israeliane in ubicazioni di sicurezza specificate. L'accordo includerà anche delle intese per assicurare sicurezza interna e esterna e ordine pubblico. Sarà creata una forte entità di polizia locale che può includere cittadini Giordani. In aggiunta, le forze Israeliane e Giordane parteciperanno a perlustrazioni congiunte e all'equipaggiamento di posti di controllo per salvaguardare la sicurezza dei confini.

Quando l'autorità autogovernante (consiglio amministrativo) nella West Bank e Gaza sarà creata e entrata in carica, il periodo di transizione di cinque anni comincerà. Al più presto possibile, ma non più tardi del terzo anno dopo l'inizio del periodo di transizione, si terranno negoziazioni per determinare la condizione sociale finale della West Bank e Gaza e la sua relazione coi suoi vicini e per concludere un trattato di pace tra Israele e Giordania alla fine del periodo di transizione. Queste negoziazioni saranno condotte fra Egitto, Israele, Giordania e i rappresentanti eletti degli abitanti della West Bank e Gaza. Due comitati separati, ma in relazione tra loro, saranno convocati, un comitato consistendo di rappresentanti delle quattro parti che negozieranno e si accorderanno sulla condizione sociale finale della West Bank e Gaza e la sua relazione coi suoi vicini e un secondo comitato consistendo di rappresentanti di Israele e dei rappresentanti della Giordania in congiunzione coi rappresentanti eletti degli abitanti della West Bank e Gaza per negoziare il trattato di pace tra Israele e Giordania tenendo in considerazione l'accordo definitivo raggiunto sulla condizione sociale finale della West Bank e Gaza. Le negoziazioni saranno basate su tutti i provvedimenti e principi della Decisione 242 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Le negoziazioni risolveranno, fra le altre questioni, l'ubicazione dei confini e la natura delle intese di sicurezza. La soluzione risultante dalle negoziazioni deve riconoscere anche il diritto legittimo del popolo Palestinese e le loro giuste richieste. In questo modo, i Palestinesi parteciperanno alla determinazione del loro proprio futuro attraverso:
  1.  Le negoziazioni fra Egitto, Israele, Giordania e i rappresentanti degli abitanti della West Bank e Gaza per accordarsi sullo status finale della West Bank e Gaza e altri importanti problemi alla fine del periodo di transizione.
  2. Sottoponendo i loro accordi a un voto dei rappresentanti eletti degli abitanti della West Bank e Gaza.
  3. Prevedendo per i rappresentanti eletti degli abitanti della West Bank e Gaza di decidere come governeranno se stessi coerentemente al loro accordo.
  4. Partecipando, come affermato sopra, ai lavori del comitato che negozia il trattato di pace tra Israele e Giordania.
Tutte le misure saranno prese e le disposizioni attuate per garantire la sicurezza di Israele e dei suoi vicini durante il periodo di transizione e oltre. Una forza di polizia locale forte sarà costituita dall'autorità autogovernante per assistere nel fornire tale sicurezza. Sarà composta di abitanti della West Bank e Gaza. La polizia manterrà delle relazioni su materie di sicurezza interna con gli ufficiali Israeliani, Giordani e Egiziani designati.

Durante il periodo di transizione, rappresentanti di Egitto, Israele, Giordania e dell'autorità autogovernante costituiranno un comitato permanente per decidere, per mezzo di accordo, sulle modalità di ammissione di persone sfollate dalla West Bank e Gaza nel 1967, insieme alle misure necessarie per prevenire disgregazione e disordine. Inoltre, altre questioni di comune preoccupazione possono essere trattate da questo comitato.

Egitto e Israele lavoreranno insieme e con le altre parti interessate per stabilire le procedure convenute per una pronta, giusta e permanente realizzazione della risoluzione del problema dei rifugiati.

B. Egitto-Israele

Egitto e Israele acconsentono a non ricorrere alla minaccia o all'uso della forza per dirimere le dispute. Qualsiasi disputa sarà risolta con mezzi pacifici in concordanza con le disposizioni dell'Articolo 33 della Carta dell'ONU.

Per realizzare la pace reciproca, gli interessati sono d'accordo a negoziare in buona fede con lo scopo di concludere fra tre mesi dalla firma della Struttura un trattato di pace reciproco, mentre invitano le altre parti in conflitto a procedere simultaneamente a negoziare e concludere trattati di pace simili in vista di realizzare una pace comprensiva nell'area. La Struttura per la Conclusione di un Trattato di Pace tra Egitto e Israele governerà le negoziazioni di pace reciproche. Le parti si accorderanno sulle condizioni e le modalità temporali per la realizzazione degli obblighi derivanti dal trattato.

C. Principi Associati

L'Egitto e Israele stabiliscono che i principi e le disposizioni descritte di seguito dovrebbero applicarsi ai trattati di pace tra Israele e ognuno dei suoi vicini - Egitto, Giordania, Siria e Libano. I Firmatari stabiliranno fra loro relazioni normali per stati in pace tra loro. A questo fine, dovrebbero attenersi a tutte le disposizioni della Carta dell'ONU. I passi da intraprendere a tale riguardo includono:
  1. pieno riconoscimento;
  2. abolizione del boicottaggio economico;
  3. garanzia che sotto la propria giurisdizione i cittadini delle altre parti godranno la protezione del processo dovuto di legge.
I Firmatari dovrebbero considerare la possibilità per lo sviluppo economico nel contesto di trattati di pace finali, con l'obiettivo di contribuire all'atmosfera di pace, cooperazione e amicizia che sono la loro meta comune.

Delle Commissioni di Reclamo possono essere stabilite per la mutua sistemazione di tutte le richieste finanziarie.

Gli Stati Uniti saranno invitati a partecipare nei colloqui su questioni relative alle modalità di realizzazione degli accordi e alla definizione delle modalità temporali per l'esecuzione delle obbligazioni delle parti.

Al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sarà richiesto di controfirmare i trattati di pace e assicurare che le loro disposizioni non saranno violate. Ai membri permanenti del Consiglio di Sicurezza sarà richiesto di sottoscrivere i trattati di pace e assicurare il rispetto o le disposizioni. Sarà loro richiesto di conformare le proprie politiche e azioni alle decisioni contenute in questa Struttura.

Per il Governo di Israele: Menachem Begin
Per il Governo della Repubblica Araba d'Egitto: Egypt Muhammed Anwar al-Sadat
testimoniato da Jimmy Carter, Presidente degli Stati Uniti d'America
Struttura per la Conclusione di un trattato di Pace tra Egitto e Israele

Al fine di realizzare la pace tra loro, Israele e Egitto sono d'accordo a negoziare in buona fede con lo scopo di concludere entro tre mesi dalla firma di questa struttura un trattato di pace tra loro.

Si concorda che:
  •  Il luogo delle negoziazioni sarà sotto la bandiera delle Nazioni Unite in luogo o luoghi reciprocamente concordati.
  • Tutti i principi della Decisione 242 dell'ONU si applicheranno in questa risoluzione della disputa tra Israele e Egitto.
  • A meno che altrimenti reciprocamente convenuto, i termini del trattato di pace saranno perfezionati tra due e tre anni dopo che il trattato di pace sia stato firmato.
Le parti si sono accordate sulle questioni seguenti:
  1. il pieno esercizio della sovranità egiziana fino al confine internazionalmente riconosciuto tra Egitto e il mandato di Palestina;
  2. il ritiro delle forze israeliane dal Sinai;
  3. l'uso dei campi d'aviazione lasciati dagli israeliani vicino a al-Arish, Rafah, Ras en-Naqb e Sharm el-Sheikh per scopi civili solamente, includendo il possibile uso unicamente commerciale per tutte le nazioni;
  4. il diritto di libero passaggio per le navi di Israele attraverso il Golfo di Suez e il Canale di Suez sulla base della Convenzione di Costantinopoli del 1888 applicabile a tutte le nazioni; la Stretto di Tiran e il Golfo di Aqaba sono idrovie internazionali che devono essere aperte a tutte le nazioni per una non impedita e non sospendibile libertà di navigazione e sorvolo;
  5. la costruzione di un'autostrada tra il Sinai e la Giordania vicino a Eilat con passaggio libero e pacifico garantito da Egitto e Giordania e il dislocamento di forze militari elencate di seguito.

Dislocamento di Forze

Non più di una divisione (meccanizzata o di fanteria) delle forze armate egiziane sarà dislocata entro un'area che si trova approssimativamente 50 km. (30 miglia) est del Golfo di Suez e del Canale di Suez.

Solo le Forze delle Nazioni Unite e la polizia civile equipaggiate con armi leggere per compiere normali funzioni di polizia saranno dislocate entro un'area che si trova a ovest del confine internazionale e il Golfo di Aqaba e variabile in ampiezza da 20 km. (12 miglia) a 40 km. (24 miglia).

Nell'area entro 3 km. (1.8 miglia) a est del confine internazionale ci saranno forze militari israeliane limitate non eccedenti quattro battaglioni di fanteria e osservatori delle Nazioni Unite. Unità di perlustrazione di confine non eccedenti tre battaglioni supporteranno la polizia civile nel mantenere l'ordine nell'area non inclusa sopra.

La demarcazione esatta delle aree sopra citate corrisponderà a quanto deciso durante i negoziati di pace.

Postazioni di allarme precoce possono esistere per assicurare il rispetto dei termini dell'accordo.

Forze delle Nazioni Unito saranno dislocate:
  1. in parte dell'area del Sinai che si trova entro circa 20 km. dal Mare Mediterraneo e adiacente al confine internazionale, e
  2. nell'area di Sharm el-Sheikh per assicurare la libertà di passaggio attraverso lo Stretto di Tiran; e queste forze non si ritireranno a meno che tale ritiro sia approvato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite con un voto unanime dei cinque membri permanenti.
Dopo che un trattato di pace sia stato firmato e dopo che il ritiro provvisorio sia stato completato, normali relazioni saranno stabilite tra Egitto e Israele incluso il pieno riconoscimento, relazioni diplomatiche, economiche e culturali; la terminazione del boicottaggio economico e delle barriere al libero movimento di beni e persone e la mutua protezione dei cittadini col dovuto processo di legge.
Ritiro provvisorio

Tra tre mesi e nove mesi dopo la firma del trattato di pace, tutte le forze israeliane si ritireranno a est di una linea che si estende da un punto a est di El-Arish a Ras Muhammad. L'ubicazione esatta di questa linea sarà determinata di comune accordo.

Per il Governo della Repubblica Araba d'Egitto:Muhammed Anwar al-Sadat
Per il Governo di Israele: Menachem Begin
Testimoniato da: Jimmy Carter, Presidente degli Stati Uniti d'America

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