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Home > Documenti > Accordi di camp David Accordi di Camp David 17 Settembre, 1978PreamboloLa ricerca della pace nel Medio Oriente deve essere guidata dai seguenti principi:
StrutturaPrendendo questi fattori in considerazione, le parti sono determinate a pervenire a una sistemazione giusta, comprensiva e durevole del conflitto Medio Orientale attraverso la conclusione di trattati di pace basati sulle decisioni 242 e 338 del Consiglio di Sicurezza in tutte loro parti. Il loro scopo è di realizzare la pace e relazioni di buon vicinato. Esse riconoscono che per la pace per essere durevole deve coinvolgere tutti coloro che sono stati più profondamente colpiti dal conflitto. Esse sono d'accordo perciò che questa struttura, in quanto appropriata, è intesa da esse come costituente una base per la pace non solo tra Egitto e Israele, ma anche tra Israele e ognuno dei suoi altri vicini che sono pronti a negoziare la pace con Israele su questa base. Con quell'obiettivo in mente, esse si sono accordate per procedere come segue:A. West Bank e Gaza Egitto, Israele, Giordania e i rappresentanti del popolo Palestinese dovrebbero partecipare in negoziazioni sulla risoluzione del problema dei Palestinesi in tutti suoi aspetti. Per realizzare quell'obiettivo, le negoziazioni che si riferiscono alla West Bank e Gaza dovrebbero svolgersi in tre tappe: Egitto e Israele concordano che al fine di assicurare un trasferimento pacifico e ordinato di autorità e prendendo in considerazione le preoccupazioni di sicurezza di tutte le parti, ci dovrebbero essere degli accordi di transizione per la West Bank e Gaza per un periodo che non ecceda i cinque anni. Al fine di provvedere alla piena autonomia degli abitanti, sotto questi accordi, il governo militare Israeliano e la sua amministrazione civile saranno rilevati non appena un'autorità autogovernante sarà stata eletta liberamente dagli abitanti di queste aree per sostituire il governo militare esistente. Per negoziare i dettagli di una sistemazione di transizione, la Giordania sarà invitata a unirsi nelle negoziazioni sulla base di questa struttura. Queste nuove sistemazioni dovrebbero dare la dovuta considerazione sia al principio di autogoverno degli abitanti di questi territori sia alle legittime preoccupazioni di sicurezza delle parti coinvolte. Egitto, Israele e Giordania si accorderanno sulle modalità per stabilire l'autorità autogovernante eletta nella West Bank e Gaza. Le delegazioni di Egitto e Giordania possono includere i Palestinesi della West Bank e Gaza o altri Palestinesi come reciprocamente convenuto. Le parti negozieranno un accordo che definirà i poteri e responsabilità dell'autorità autogovernante esercitabili nella West Bank e Gaza. Un ritiro delle forze armate Israeliane avrà luogo e ci sarà un ridispiegamento delle rimanenti forze israeliane in ubicazioni di sicurezza specificate. L'accordo includerà anche delle intese per assicurare sicurezza interna e esterna e ordine pubblico. Sarà creata una forte entità di polizia locale che può includere cittadini Giordani. In aggiunta, le forze Israeliane e Giordane parteciperanno a perlustrazioni congiunte e all'equipaggiamento di posti di controllo per salvaguardare la sicurezza dei confini. Quando l'autorità autogovernante (consiglio amministrativo) nella West Bank e Gaza sarà creata e entrata in carica, il periodo di transizione di cinque anni comincerà. Al più presto possibile, ma non più tardi del terzo anno dopo l'inizio del periodo di transizione, si terranno negoziazioni per determinare la condizione sociale finale della West Bank e Gaza e la sua relazione coi suoi vicini e per concludere un trattato di pace tra Israele e Giordania alla fine del periodo di transizione. Queste negoziazioni saranno condotte fra Egitto, Israele, Giordania e i rappresentanti eletti degli abitanti della West Bank e Gaza. Due comitati separati, ma in relazione tra loro, saranno convocati, un comitato consistendo di rappresentanti delle quattro parti che negozieranno e si accorderanno sulla condizione sociale finale della West Bank e Gaza e la sua relazione coi suoi vicini e un secondo comitato consistendo di rappresentanti di Israele e dei rappresentanti della Giordania in congiunzione coi rappresentanti eletti degli abitanti della West Bank e Gaza per negoziare il trattato di pace tra Israele e Giordania tenendo in considerazione l'accordo definitivo raggiunto sulla condizione sociale finale della West Bank e Gaza. Le negoziazioni saranno basate su tutti i provvedimenti e principi della Decisione 242 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Le negoziazioni risolveranno, fra le altre questioni, l'ubicazione dei confini e la natura delle intese di sicurezza. La soluzione risultante dalle negoziazioni deve riconoscere anche il diritto legittimo del popolo Palestinese e le loro giuste richieste. In questo modo, i Palestinesi parteciperanno alla determinazione del loro proprio futuro attraverso:
Durante il periodo di transizione, rappresentanti di Egitto, Israele, Giordania e dell'autorità autogovernante costituiranno un comitato permanente per decidere, per mezzo di accordo, sulle modalità di ammissione di persone sfollate dalla West Bank e Gaza nel 1967, insieme alle misure necessarie per prevenire disgregazione e disordine. Inoltre, altre questioni di comune preoccupazione possono essere trattate da questo comitato. Egitto e Israele lavoreranno insieme e con le altre parti interessate per stabilire le procedure convenute per una pronta, giusta e permanente realizzazione della risoluzione del problema dei rifugiati. B. Egitto-Israele Egitto e Israele acconsentono a non ricorrere alla minaccia o all'uso della forza per dirimere le dispute. Qualsiasi disputa sarà risolta con mezzi pacifici in concordanza con le disposizioni dell'Articolo 33 della Carta dell'ONU. Per realizzare la pace reciproca, gli interessati sono d'accordo a negoziare in buona fede con lo scopo di concludere fra tre mesi dalla firma della Struttura un trattato di pace reciproco, mentre invitano le altre parti in conflitto a procedere simultaneamente a negoziare e concludere trattati di pace simili in vista di realizzare una pace comprensiva nell'area. La Struttura per la Conclusione di un Trattato di Pace tra Egitto e Israele governerà le negoziazioni di pace reciproche. Le parti si accorderanno sulle condizioni e le modalità temporali per la realizzazione degli obblighi derivanti dal trattato. C. Principi Associati L'Egitto e Israele stabiliscono che i principi e le disposizioni descritte di seguito dovrebbero applicarsi ai trattati di pace tra Israele e ognuno dei suoi vicini - Egitto, Giordania, Siria e Libano. I Firmatari stabiliranno fra loro relazioni normali per stati in pace tra loro. A questo fine, dovrebbero attenersi a tutte le disposizioni della Carta dell'ONU. I passi da intraprendere a tale riguardo includono:
Delle Commissioni di Reclamo possono essere stabilite per la mutua sistemazione di tutte le richieste finanziarie. Gli Stati Uniti saranno invitati a partecipare nei colloqui su questioni relative alle modalità di realizzazione degli accordi e alla definizione delle modalità temporali per l'esecuzione delle obbligazioni delle parti. Al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sarà richiesto di controfirmare i trattati di pace e assicurare che le loro disposizioni non saranno violate. Ai membri permanenti del Consiglio di Sicurezza sarà richiesto di sottoscrivere i trattati di pace e assicurare il rispetto o le disposizioni. Sarà loro richiesto di conformare le proprie politiche e azioni alle decisioni contenute in questa Struttura. Per il Governo di Israele: Menachem Begin Per il Governo della Repubblica Araba d'Egitto: Egypt Muhammed Anwar al-Sadat testimoniato da Jimmy Carter, Presidente degli Stati Uniti d'America Struttura per la Conclusione di un trattato di Pace tra Egitto e Israele Al fine di realizzare la pace tra loro, Israele e Egitto sono d'accordo a negoziare in buona fede con lo scopo di concludere entro tre mesi dalla firma di questa struttura un trattato di pace tra loro. Si concorda che:
Dislocamento di ForzeNon più di una divisione (meccanizzata o di fanteria) delle forze armate egiziane sarà dislocata entro un'area che si trova approssimativamente 50 km. (30 miglia) est del Golfo di Suez e del Canale di Suez.Solo le Forze delle Nazioni Unite e la polizia civile equipaggiate con armi leggere per compiere normali funzioni di polizia saranno dislocate entro un'area che si trova a ovest del confine internazionale e il Golfo di Aqaba e variabile in ampiezza da 20 km. (12 miglia) a 40 km. (24 miglia). Nell'area entro 3 km. (1.8 miglia) a est del confine internazionale ci saranno forze militari israeliane limitate non eccedenti quattro battaglioni di fanteria e osservatori delle Nazioni Unite. Unità di perlustrazione di confine non eccedenti tre battaglioni supporteranno la polizia civile nel mantenere l'ordine nell'area non inclusa sopra. La demarcazione esatta delle aree sopra citate corrisponderà a quanto deciso durante i negoziati di pace. Postazioni di allarme precoce possono esistere per assicurare il rispetto dei termini dell'accordo. Forze delle Nazioni Unito saranno dislocate:
Ritiro provvisorio Tra tre mesi e nove mesi dopo la firma del trattato di pace, tutte le forze israeliane si ritireranno a est di una linea che si estende da un punto a est di El-Arish a Ras Muhammad. L'ubicazione esatta di questa linea sarà determinata di comune accordo. Per il Governo della Repubblica Araba d'Egitto:Muhammed Anwar al-Sadat Per il Governo di Israele: Menachem Begin Testimoniato da: Jimmy Carter, Presidente degli Stati Uniti d'America Copyright (c)1999 Stato di Israele |
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